Baciami ancora: la crema di cipolle di Tropea.

la vera cipolla di Tropea
la vera cipolla di Tropea

“Ma che sei matto? Mica ti mangerai le cipolle!”

A chi piace il sapore dei “bulbi” la prima cosa che viene rimproverata è la “fiatella” che si potrebbe generare dopo averli mangiati. Socialmente riprovevole, a meno che voi non siate nativi di Calcutta o di Colombo.

Un po’ come la storia della “bruschetta senza aglio”. Una pallottola spuntata.

Io invece adoro aglio e cipolla, crudi o cotti che siano. Se di buona qualità, cucinati e dosati nella giusta maniera questi bulbi sono l’essenza della nostra tavola e anche delle nostre origini gastronomiche. Non credo che i contadini che lavoravano tutto il giorno nelle campagne facessero troppo caso all’alito. Inoltre contribuiscono ad una alimentazione sana e salutare. La cipolla, ad esempio, contiene quercetina, molecola che si è dimostrata molto efficace nella prevenzione del cancro al colon e che riesce a contenere i livelli di glucosio del sangue (la glicemia). Inoltre contiene molte sostanze solforate in grado di abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo, favorisce la diuresi, è ricca di vitamine e minerali….insomma…un vero peccato tenerla alla larga dal nostro palato. Ovviamente anche qui, il palato va educato. Se proprio non piace o da fastidio, è inutile insistere. Però si può almeno cercare di trovare un modo di prepararla che sia gustoso e che mantenga le proprietà organolettiche dell’alimento senza snaturarne i principi nutritivi.

Salse, salsine e salette sono una “moda” relativamente recente della nostra cucina, importate per lo più dalla cucina anglofona o nord europea. Adesso sembra che non ci possa essere piatto senza un accompagnamento “morbido”. Celebri le salse “alla Vissani” che hanno inzaccherato per anni qualsiasi piatto preparato dal celebre chef. De gustibus. Però è innegabile che una salsa, un battuto o una crema spesso possono rendere una preparazione più gradevole e più interessante per il nostro palato.

Oggi vi racconto come utilizzare la migliore cipolla che esista al mondo (secondo me ovviamente) senza effetti collaterali.

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base:

500 gr cipolle rosse di Tropea IGP

un cucchiaio di zucchero integrale

acqua, olio evo, un pizzico di sale

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Partiamo dalla materia prima, la cipolla di Tropea. E’ un bulbo particolare, dal sapore dolce e dalla forma ovoidale che si coltiva (come da disciplinare) tra Amantea e Ricadi lungo la fascia tirrenica calabrese. Esternamente si presenta rossa, mentre il suo interno è generalmente bianco.

Questa cipolla generalmente non fa lacrimare gli occhi quando la si sbuccia, ma se preferite stare sicuri potete comunque sbucciarla sotto l’acqua corrente. Le cipolle devono essere freschissime, quindi la parte che butterete via sarà solamente la prima tunica, quella rossa appunto. Non lascerà nemmeno odori sgradevoli sulle vostre mani, ma anche qui, se preferite usate dei guanti monouso. Una volta sbucciatela sciacquatela velocemente sotto l’acqua corrente.

Io la taglio in 4 spicchi, non la sminuzzo troppo perché preferisco farla cuocere a lungo in modo da rendere più cremoso il risultato. Poi la metto in una casseruola con dell’olio evo (almeno tre-quattro  cucchiai) e la faccio delicatamente scaldare senza arrivare a soffriggerla completamente. A questo punto aggiungo l’acqua fino a coprirla.

inizia la cottura...
inizia la cottura…

Con fiamma viva faccio arrivare a bollore, poi abbasso al minimo. Quando le cipolle cominciano ad ammorbidirsi e l’acqua a ritirarsi aggiungo lo zucchero integrale e continuo a cuocere finchè l’acqua non è evaporata del tutto. A questo punto le cipolle avranno perso la loro consistenza e saranno diventate naturalmente una crema senza bisogno di ulteriori passaggi (frullatore, mixer). Come avete visto la preparazione è facilissima, l’unica cosa è considerare i tempi di cottura abbastanza lunghi (1h e mezza -2 ore circa).

Questa che vi ho descritto è la ricetta base e nella sua estrema semplicità è già di per se davvero squisita. Se volete aggiungere una nota agrodolce potete aggiungere il succo di una arancia rossa una ventina di minuti prima di finire la cottura.

Oppure macinare del peperoncino fresco una volta terminata la cottura e intiepidita la crema. La crema si può conservare in frigo per almeno 7-9 giorni.

Questa crema è ottima per accompagnare formaggi stagionati e dal sapore deciso, le carni rosse (provatela con hamburger o con lo spezzatino di manzo) e anche per condire la pasta per un primo veloce e saporito.

la crema è pronta!
la crema è pronta!

Adesso potete baciarvi ❤ .

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