L’elogio della semplicità. Vi presento il ciambellone.

il quaderno delle ricette
il quaderno delle ricette
Una volta, in casa, le ricette venivano scritte su di un quaderno (i più facoltosi avevano un libro con delle pagine bianche brossurato). In una pagina ci stava generalmente tutta la ricetta, che menzionava solo gli ingredienti e raramente il procedimento, motivo per il quale le “ciambelle della nonna” non venivano sempre bene a tutti i figli o nipoti perché ciascuno procedeva per tentavi. Comunque, sempre “una volta”, si cucinava insieme, tramandando le ricette anche con l’esperienza visiva (quello che oggi fanno i tutorial sulla rete). Tra gli ingredienti non c’erano “le uova di Paolo Parisi”, “la vaniglia di Tahiti”, il “burro di Beppino Occelli”, la “farina macinata a pietra”, il “sale di Cervia”, lo “zucchero greggio del Costa Rica” e altre ricercatezze gastronomiche. Si scriveva uova, vaniglia, burro, farina, sale, zucchero. Non so se era meglio o peggio, a volte leggendo blog, riviste e seguendo i tutorial mi viene da pensare che quello delle “particolarità” gastronomiche sia un mare magnum dove è facile perdersi e acquistare un prodotto di qualità mediocre con un nome altisonante o esotico, pagandolo in maniera eccessiva. Anche qui vale il vecchio adagio: informarsi per bene ci aiuta ed evitare la fascinazione da gourmand.

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l’eleganza è una cosa semplice
Comunque sono anni che preparo il ciambellone in casa, credo sia stata la prima cosa in assoluto che abbia mai preparato in vita mia, forse avrò avuto 14 o 16 anni. Di ricette ne ho sperimentate diverse, col burro, senza burro, col latte, con lo yogurt, con l’uovo intero, con le chiare montate. Ma comunque, come tutte le opere prime, mi ha sempre lasciato piuttosto insoddisfatto. Assaggiandolo mi mancava sempre qualcosa. Troppo compatto, troppo dolce, troppo asciutto, troppo umido, troppo basso…boh, per cui spesso l’ho snobbato preparando altri dolci che mi venivano meglio.

Finchè, e qui viene il bello, ho perfezionato la ricetta, sempre per prove ed errori, raggiungendo un risultato che a me personalmente piace davvero molto.

Vi parlerò del ciambellone povero, quello proprio facile facile. Ricetta basic dalla quale partire per creare poi variazioni sul tema.

Menzione sulla farina. Io uso quella di tipo 2, anche detta “semi integrale”, una farina che ha delle buone caratteristiche nutrizionali ma che sicuramente è più facile da utilizzare rispetto alla farina integrale. La mescolo con della farina manitoba, farina che contiene una grande percentuale di proteine insolubili, povera di amido e ricca di glutine che imprigiona i gas durante la lievitazione rendendo l’impasto più gonfio, dunque più “leggero” (o “sfogato” se vi piace di più). La manitoba però è una farina “raffinata”, per cui va usata davvero con moderazione.

Lo zucchero: io ho usato quello integrale, con il suo retrogusto di melassa è perfetto nei dolci rispetto a quello semolato che ha un gusto più “piatto”.

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400 gr farina tipo 2 bio

100 gr farina manitoba

250 gr burro bio

5 uova bio

300 gr zucchero integrale bio

una bacca di vaniglia

250 gr di yogurt bianco intero bio

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito secco per dolci

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Come al solito, uso la mia planetaria. Comincio spezzettando il burro con le mani e aggiungendo lo zucchero. Uso la frusta a filo per montare partendo dalla velocità minima e aumentando gradualmente fino a che il burro e lo zucchero avranno assunto una consistenza spumosa e soffice. Ci vogliono circa 5-7 minuti. Tolgo la frusta a filo e metto quella piatta. Unisco i semi della vaniglia, le uova intere una alla volta e un pizzico di sale. Poi aggiungo le farine setacciate, precedentemente mescolate insieme in una ciotola insieme al lievito secco. Per ultimo aggiungo lo yogurt, un cucchiaio alla volta, piano piano. Metto nello stampo imburrato e inforno a 180° statico per circa 50-60 minuti, ovvero finchè il cuore non si sarà asciugato (usate uno stecchino lungo, di quelli per lo spiedo).

Potete poi farlo raffreddare e glassarlo con della ghiaccia reale, che si prepara sciogliendo lo zucchero a velo con qualche cucchiaio di acqua bollente, amalgamando bene con una frusta fino ad ottenere una crema piuttosto densa da colare poi sul dolce. A me piace molto decorarlo anche con delle codine colorate.

Insomma, se ci riuscite, fatelo semplice 😉

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7 risposte a "L’elogio della semplicità. Vi presento il ciambellone."

  1. Ciao,
    ho provato la tua ricetta ma mi è venuto un mattone… secondo te dove ho sbagliato ?
    Ho messo il burro a pezzi freddo nella planetaria con lo zucchero di canna integrale, ha girato per 10 minuti ed era bello spumoso. Poi le uova intere, una per volta ed il sale.Poi la farina (mix manitoba+tipo 1+una bustina di lievito Pane degli Angeli per torte) ed alla fine i due vasetti di yogurt un cucchiaio alla volta. Non è cresciuto, un mattone.
    Aiuto !!!

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    1. mmm…se non è cresciuto potrebbe darsi che la colpa sia del lievito. potrebbe essere stato mal conservato, oppure la bustina forata da qualche parte…con il lieviti chimici è praticamente impossibile che gli impasti non crescano…

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    1. è corretto si, è quello che ho usato anche io…cmnq confortati, a volte è capitato anche a me, ma a parità di lavorazione di ingredienti…quindi presumo davvero possa essere stato solo il lievito… 🙂

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