La pagnotta in tre mosse.

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Comincia a fare caldo, almeno a Roma. Motivo per il quale la tentazione di non accendere forno e fornelli si fa sempre più forte. E il pane? Come lo faccio il pane senza il forno? Per non infuocare la cucina, tocca cuocerlo presto, appena svegli direi.

Questo lo schema facile facile per fare il pane anche d’estate (senza che la vostra casa diventi la succursale dell’inferno).

1) Alla mattina, (magari dopo aver fatto colazione in modo da essere sufficientemente svegli)  procedete con il rinfresco del vostro LM (se non sapete cosa è un rinfresco leggete qui). Se avete una planetaria con il gancio l’operazione vi porterà via solo 10 minuti (viceversa a mano dovrete dargli giù di olio di gomito per almeno 15-20 minuti) Una volta ottenuta la famosa “palla” liscia ed elastica, mettetela in una ciotola di vetro e copritela con un panno umido. Io la metto poi nel forno spento, al riparo dalle correnti d’aria, anche d’estate, e vicino ci metto anche una ciotola di acqua tiepida. Nel forno si crea un microclima perfetto per la proliferazione dei microorganismi del lievito 🙂 .

2) Alla sera, dopo aver cenato, prelevate una parte di LM dalla ciotola e scioglietelo in acqua tiepida con un cucchiaino di malto o miele (la quantità di LM che vi serve dipende dalla quantità di impasto che volete fare…di norma un buon LM costituisce i 30% dell’impasto totale). Per fare questa operazione io nella planetaria uso la frusta piatta, con poca acqua in modo che venga una crema densa, lavorando prima a velocità 2 e poi a velocità 4 per un minuto. Il lievito si deve sciogliere per bene, mi raccomando in questa fase NON AGGIUNGETE MAI IL SALE, o il vostro lievito si smorzerà prima del tempo! Poi procedete con l’aggiunta di farina e acqua secondo la vostra ricetta. Io da quando ho la planetaria per impastare il pane ormai ci metto davvero pochissimo tempo, è una svolta. Ad esempio ieri sera per impastare una pagnotta del peso di un kg ci ho messo 15 minuti. Una volta ottenuto l’impasto lo stacco dal gancio e lo lavoro ancora per qualche minuto con le mani affinché prenda tutta la farina e risulti davvero liscio e setoso. L’odore della pasta è qualcosa che ti rimette al mondo… Metto sempre a riposare in forno ma ovviamente non nella ciotola di vetro, bensì sulla teglia (sotto ci metto la data da forno ma potete anche non usarla) mettendo poca poca farina sotto in modo che non si appiccichi.

3) La mattina seguente, appena mi alzo (verso le 6:30 circa) prendo il mio impasto (che nel frattempo è bello lievitato ma che si è allargato sulla teglia per l’effetto della gravità 😉 ) e lo “piego” per dare forza all’impasto (qui potete leggere come si fanno le pieghe a seconda del tipo di impasto). Di solito per il pane opto per una piegatura a portafoglio. Lo rimetto sulla teglia infarinata e lo lascio così per un ora coperto dal solito panno umido. Alle 7:20 accendo il forno a 220 c° (il mio forno ha una funzione “pane”), alle 7:30 inforno e di solito il tempo di cottura oscilla tra i 25 e i 35 minuti al massimo. Nel frattempo mi preparo per andare al lavoro. Quando sono pronto per uscire sforno il pane e lo lascio raffreddare su una gratella in modo da disperdere l’umidità e accelerare il raffreddamento.

In questo modo con tre semplici operazioni si può produrre il pane per tutta la settimana (il pane con LM si conserva perfettamente e non altera il suo sapore fino a 6-7 giorni). E badate bene che sono operazioni semplicissime, che vi porteranno via davvero pochissimo tempo. E’ solo una questione di “organizzazione” del tempo.

Stamattina dal mio forno è uscita questa pagnotta bella fragrante…

la pagnotta di questa mattina
la pagnotta di questa mattina ❤

Ho usato 200 gr di LM, 250 di farina 0 biologica, 100 di farina manitoba, 250 di semola rimacinata biologica, un cucchiaino di miele, acqua e sale q.b.

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3 risposte a "La pagnotta in tre mosse."

  1. grazie felipazzo, bellissimo articolo. qualche refuso qua e là che disturba nella lettura, mi propongo come correttore! 😉 “Io da quanto ho” vs “da quando”, “lo stacco da gancio” vs “lo stacco dal gancio”.

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    1. ti ringrazio per i complimenti…ma soprattutto delle critiche…cercherò di stare più attento ma ovviamente se capita, correggimi!!! è la foga da pubblicazione 😉 che mi frega….

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